Recensione Impero da Dianora Tinti

Ringrazio Dianora Tinti per l’articolo che ha dedicato all’Impero Dipinto.

Qui il link al testo originale.

Di cosa parla L’Impero Dipinto

Siamo nel 2011 e, nei pressi del lago Rivazzurra, sono in corso alcuni scavi archeologici. Il dottor Shepard e i suoi collaboratori fanno una grande scoperta riportando alla luce i resti di un palazzo imponente e di una torre di incerta datazione. Il ritrovamento più importante sembra essere però un libro scritto in una lingua sconosciuta, opera certamente di una civiltà evoluta. Gli archeologi riescono a decifrarne poche frasi, ma intuiscono l’importanza della scoperta.

La storia prosegue sull’Isola Sacra, in un tempo non ben definito. Qui vive il Vecchio Imperatore, guida suprema, che supervisiona l’andamento della pace e della serenità, insieme ai quattro sovrani dei rispettivi regni.
Negli ultimi tempi però l’uomo è tormentato da cupi presentimenti. Cosa ne sarà del benessere dei suoi popoli quando lui non ci sarà più, ora che sente la sua fine imminente?

Purtroppo anche Ridolfo, Pantelico Adamantino dell’impero, amico e consigliere, conferma i suoi timori per mezzo di una visione. Gli dei hanno deciso di mettere alla prova i giovani principi, attentando alla loro rettitudine. Fra tutti, quello che preoccupa di più è Goffredo, principe diTerraGialla. Potrebbe essere lui il perno di quel futuro tanto temuto?

Sotto lo sguardo distratto degli dei, tra amori proibiti, matrimoni imposti e intrighi per raggiungere il potere, si snoda questa storia che ci riporta, nel finale, ai giorni nostri.

Cosa ne penso

Una storia fantasy ambientata in un mondo immaginario medievaleggiante. Castelli, regine, re, principi, cavalieri e carrozze sono gli elementi sui quali si regge il plot. Sono presenti anche creature inventate dall’autrice, i Pantelici, dotati di grandi poteri.
Non si riscontrano, come spesso avviene nel fantasy medievale, pure contaminazioni dark e questo alleggerisce le atmosfere che, anche nei momenti più bui, non sono mai particolarmente cupe e tetre.

In più passaggi si ravvedono, invece, connotazioni di hight (le caratteristiche medievali sono perlopiù romanticizzate) e romantico fantasy(l’autrice non è avara di intrighi passionali e amorosi) che conferiscono un tocco di leggerezza che non guasta…

«L’amore non è mai una colpa, figlio mio. È un dono.»
Si mise a sfiorare l’erba con un rametto, come se stesse disegnando qualcosa sul terreno. Era perso nei ricordi.

«L’amore, quando è puro, non è mai un peccato. Siete sinceri e leali, ma gli Dei vi hanno tentato con il più dolce dei sentimenti. È triste dover resistere all’amore, combatterlo, tentare di dimenticarlo. Voi siete stati coraggiosi. Lo avete vissuto. Avete creduto in lui.»

Tutto questo contribuisce a creare una vicenda appassionante, seppur fantastica, che si legge con piacere e dove l’istante magico è, come dice Coelo, quello in cui un sì o un no può cambiare tutta la nostra esistenza.

I personaggi sono ben caratterizzati, verosimili, e conquistano il lettore già dalle prime battute con il loro modo naturale di comportarsi. La scrittura è semplice, scorrevole e delicata. I dialoghi, cosa non facile, sono inseriti correttamente e danno alla storia il giusto valore aggiunto.

Il finale, poi, sazia chi legge ed è perfettamente in linea con il tono del romanzo.

Una lettura fantastica/romantica che appassiona e non delude, quindi, perfetta per queste prime serate autunnali.

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